Uno, nessuno, centomila
da Luigi Pirandello
drammaturgia di Roberto Bacci
e Stefano Geraci
regia di Roberto Bacci
con Savino Paparella
Francesco Puleo e Tazio Torrini
musiche di Ares Tavolazzi
In programmazione
- Teatro degli Unanimi - Arcidosso
venerdì 8 febbraio 2013 alle 21:15 - Teatro del Popolo - Rapolano Terme
sabato 9 febbraio 2013 alle 21:00
Il genio pirandelliano genera sdoppiamenti. Anzi triplicamenti. Come in questo caso. Che di Gengè ne vediamo tre. Ci stanno tutti. Perché la crudeltà va condivisa, il disamore è un contagio, la complicità un bel gioco. Alla base della storia di questo lungo, implacabile, ossessivo racconto che è Uno, nessuno e centomila l’eterna domanda: “possiamo scegliere di cambiare la nostra vita?”. Certo. Finendo in manicomio e saltando nel buio accecante della follia. L’automatismo pirandelliano è perfetto come un avvitamento senza fine. Uno sfinimento senza incipit. Un delirante accanimento per scoprire quello che non c’è e inseguire l’altro che non c’è: il “fuori” di e da sè. La prigione che ci serra non ha sbarre metalliche, ma ben più costrittive gabbie mentali. Intelaiature che spesso non lasciano passare neppure quell’elementare filo di luce della speranza. Bacci, dopo L’uomo dal fiore in bocca e La poltrona scura, torna con più agguerrita sicurezza e magnetica agilità. Il naso cangiante di Vitangelo Moscarda alias Gengè non dà scampo. L’identità, semmai c’è stata, irrimediabilmente perduta. Tra i “centomila” che potrebbe essere resta quel “nessuno” che voleva essere “uno”. Dunque, l'unico modo per vivere in ogni istante è vivere attimo per attimo la vita, rinascendo continuamente in modo diverso. In altre parole continuamente morire.
durata: 1h 5’








